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12 agosto 2015

PRODUCE SOLO UN LITRO DI SPAZZATURA ALL’ANNO – La famiglia a rifiuti zero

PRODUCE SOLO UN LITRO DI SPAZZATURA ALL’ANNO

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Ma esiste veramente nel mondo una famiglia di quattro persone che praticamente non produce rifiuti? Si esiste davvero ed è quella di Bea Johnson, blogger e autrice del libro “Zero Waste Home”, che è quasi riuscita ad azzerare del tutto la produzione di scarti domestici. Tutta la famiglia, che vive a Mill Valley, a due passi da San Francisco, negli Usa, produce poco più di un litro di spazzatura all’anno.
In un’intervista a Shine Canada riportata da greenme.it, la donna risponde: “Nel nostro bidone dell’immondizia ci sono un paio di pezzi di plastica di un elettrodomestico, un pezzo di cavo della bici di mio figlio e un bastoncino da lecca-lecca, probabilmente qualcuno lo ha regalato a mio figlio e non ha potuto rifiutare, capisco”. Tutta qui la spazzatura accumulata – pensate – in tre mesi, mentre un americano in media produce oltre 450 chili di rifiuti all’anno.
Certo, dieci anni fa, anche Bea, suo marito Scott e i due giovani figli portavano via i loro bidoni pieni di immondizia fino al marciapiede di fronte, come tutti gli altri. Ma sentivano che qualcosa non andava. Così, prima hanno deciso di trasferirsi in un appartamento più piccolo, liberandosi dell’80 percento dei loro beni e, a poco a poco, sono diventati sempre più interessati ad una vita eco-sostenibile. Fino ad arrivare alla creazione del blog Zero Waste Home e alla scrittura del libro.
Marito e moglie sono prodighi di consigli su come vivere una vita più “amica dell’ambiente” ed hanno anche ideato un metodo per eliminare virtualmente i rifiuti domestici. Si basa sulle “cinque R”: riduzione, riuso, riciclo, recupero, risparmio. Ma rifiutarsi di portare la spazzatura in eccesso tra le mura domestica è il punto di partenza e quello più importante. “Non c’è davvero nessun segreto in ciò che facciamo, basta dire di no alle cose di cui non abbiamo bisogno e riciclare il resto: ci rimane da smaltire un paio di fogli di carta per la scuola e qualche bottiglia di vino vuota”, insiste Bea .
Altri semplici passi alla portata di tutti? Eccoli: acquistare alimenti sfusi, lasciare le scatole delle scarpe e le confezioni dell’abbigliamento in un negozio (o, meglio ancora, acquistare vestiti da negozi dell’usato), chiedere fatture elettroniche e pagamenti online, portare i propri contenitori quando si compra cibo da asporto.

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